
La Patrimoniale e le mani nelle tasche degli italiani. A cura di Walter Malagoli
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Antonio Tajani, Vicepresidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, non ministro dell’Economia e delle Finanze, nell’ attuale governo Meloni a partire dal 22 ottobre 2022, il 28.06.2026 sul TG1 delle ore 20:00, ribadisce che “non metterà le mani nelle tasche degli italiani”, nel caso più specifico affermazione riferita ad un’eventuale Patrimoniale.
Questa sembra una notizia che rinfranca i contribuenti, decisione favorevole agli italiani, ma non è vero. Questa posizione consolidata del governo nasconde una trappola micidiale sia sotto l’aspetto umano che economico.
Infatti con questo atteggiamento accade che il governo non andrà a stanare gli evasori fiscali che non sono poveri ma hanno profitti non dichiarati ed eludono le tasse. Succede anche che coloro che hanno realizzato sostanziosi extraprofitti non verranno disturbati e continueranno, più ricchi di prima, a non contribuire in maniera più incisiva ad aggiustare il bilancio dello Stato (lo Stato sono gli italiani).
Conseguenza nazionale chi è indigente diventerà sempre più bisognoso di assistenza economica ma come è attualmente la situazione lo Stato ha le casse vuote.
La dichiarazione del Ministro Tajani sembra un beneficio per gli italiani, in realtà è una affermazione di approvazione alla crescita della povertà ed una palese condanna per quei 6 milioni di italiani sotto la soglia di povertà che non hanno un reddito che permette loro di vivere.
Quindi chi è povero diventerà più povero e chi è ricco diventerà più ricco e gli evasori aumenteranno perché non perseguiti, se non in minima parte, in attesa di un ulteriore deplorevole condono fiscale, beffa nei confronti di chi paga puntualmente i tributi.
Ovviamente questa decisione porta una serie di problematiche che si ripercuotono anche in altri settori che erogano servizi indispensabili a tutti i cittadini quali: la sanità pubblica, l’istruzione, le politiche abitative, la tutela ambientale, la sicurezza sul lavoro, la disabilità e sostegno al reddito.
La conseguenza di questa situazione incentiva la “fuga dei cervelli” verso paesi dove sostengono la ricerca ed il lavoro giovanile.
L’affermazione del ministro non determina solo una critica questione economica ma causa la privazione della dignità a molti italiani che meriterebbero maggior rispetto.
Ma vediamo le cifre in ballo per comprendere meglio la dimensione di quanto esposto sopra.
La proposta di legge sull’imposta annuale progressiva sui patrimoni superiori a 2 milioni di €, applicabile a scaglioni variabili da 1% al 3,5%, sarebbe così articolata:
-1% per patrimoni compresi fra i 2 e 5 milioni di €;
-1,7% tra 5-8 milioni di €;
-2,1% tra 8-20 milioni di €;
-3,5% sopra ai 20 milioni di €.
Il gettito annuo previsto oscilla fra i 26 e i 60 miliardi di €. Se anche l’imposta di successione venisse allineata alla media europea il gettito annuo ammonterebbe fra i 5,5 e gli 8 miliardi di €.
L’evasione fiscale in Italia ammonta a 100 miliardi di €/anno, dovuto a mancato versamento IRPEF da parte di lavoratori autonomi, evasione IVA, IMU, TASI.
Si può affermare che l’inerzia del governo “mette le mani nelle tasche degli italiani privandoli di un patrimonio considerevole pari alle cifre sopra indicate illecitamente non riscosse.